Il futuro dell’energia rinnovabile ha un nome:

Progetto Tritone – Gruppo Europam

In un mondo in continua evoluzione tra progresso e tecnologia, si sente il bisogno di ricordare quanto possa essere importante il futuro dell’ambiente e la sua salvaguardia. Per questo motivo Europam(controllata dalla Black Oils S.p.a., holding della famiglia Costantino), il primo operatore privato italiano nella commercializzazione al consumo e all’ingrosso di prodotti petroliferi raffinati, ha deciso di avviare il suo Progetto Tritone. La sfida di questo progetto ambizioso è, a lungo termine, di contrastare il fenomeno del riscaldamento globale. Già molti paesi industrializzati e alcuni paesi in via di sviluppo hanno concordato di intraprendere alcune misure di riduzione dell’effetto serra. Europam ha voluto contribuire allo sforzo italiano con il suo programma “Energie Rinnovabili” e, dopo un’attenta valutazione delle alternative disponibili, deciso di puntare sulla produzione di energia elettrica e calore, utilizzando biocombustibili costituiti da oli vegetali grezzi. Gli impianti possono utilizzare diversi tipi di oli vegetali ma sopratutto possono utilizzare bio fuel di seconda generazione, cioè ottenuto da coltivazioni no-food, come quelli ottenuti dalla spremitura dei semi di Jatropha, una pianta perenne che si sviluppa nelle fasce tropicali e che ha la caratteristica di svilupparsi anche in terreni marginali con modeste precipitazioni, per cui non compete con la filiera alimentare. Il Gruppo Europam ha intrapreso un progetto per lo sviluppo di queste colture in Brasile, cui guarda con interesse la fondazione Kepha, che vede in questo progetto un’opportunità di promozione umana e sociale per una fascia della popolazione rurale che nell’assenza di possibilità di occupazione stabile alimenta il fenomeno dell’inurbamento con gravi conseguenze sociali.

Un passo avanti per Genova e per tutto il quadro internazionale.

Europam, valutate varie opzioni disponibili, è passata alla fase operativa iniziando proprio da Genova perché qui esistono le premesse per il successo dell’iniziativa. L’Autorità Portuale ne ha avviata una sua, denominata “Green Port”, che prevede l’elettrificazione delle banchine per la fornitura di energia elettrica “verde” (cioè prodotta da fonti rinnovabili) alle grandi navi che attraccano a Genova, le quali una volta attraccate saranno obbligate a “spegnere” le centrali di bordo, spesso fonti di emissioni di fumi. Avendo completato positivamente la fasi di analisi della progettazione preliminare, dallo studio dell’inquadramento normativo alla valutazione di sostenibilità economica ha deciso di puntare sull’installazione all’interno della Diga Foranea del Porto di Genova di una barge che produce appunto energia elettrica da biocombustibili vegetali. Si tratta di una nuova generazione di “centrali elettriche galleggianti” che possono essere posizionate a qualche miglio dal litorale con il vantaggio di contenimento dell’impatto ambientale nella logistica di approvvigionamento del bio fuel. Sfruttando le sue dimensioni contenute, le sue caratteristiche di semi- sommergibilità e le sue forme semplici e pulite caratterizzate da un modesto sviluppo verticale, tale impianto permette appunto con un ridotto impatto ambientale di soddisfare rapidamente bisogni primari di energia elettrica della città. Per questo progetto Europam ha costituito una stabile joint venture in esclusiva con il raggruppamento F.C.F., che è invece il progettista della Barge Progetto Tritone. F.C.F. (con sede a Genova) prende il nome dalle iniziali dei cognomi dei suoi progettisti e precisamente: l’Ing. Angelo Ferrari, l’Arch. AldoCichero e il Prof. Giordano Franceschini. Il Progetto Tritone è stato depositato come brevetto d’invenzione industriale n. MI2011A000113. I vantaggi di una centrale galleggiante rispetto ad una centrale “terrestre” sono molteplici: la minore necessità di superficie dello specchio acqueo in ambito portuale: circa 3000 metri quadrati contro i più di 50.000 metri quadrati di superficie necessari per un impianto terrestre convenzionale, il contenimento dell’impatto ambientale nella logistica di approvvigionamento del bio fuel con esclusione del trasporto terrestre nel territorio nazionale. Tutte queste scelte consentiranno ad Europam di diventare un player a livello nazionale per la produzione di energia verde.

Perché Europam sa che il futuro si costruisce giorno dopo giorno e questo è il vero motore per l’energia del Progetto Tritone.

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Conferenza stampa – Genova, 29 settembre 2011

Una nuova generazione di centrali elettriche galleggianti che producono energia verde: è questo l’ambizioso progetto denominato Tritone e presentato Gioved’ 29 Settembre a Palazzo Tursi dal Gruppo Europam, alla presenza delle più alte cariche cittadine.